In vista dell’ultima settimana sulle Alpi, il punto della situazione sulla corsa a tappe più importante del Mondo. Froome ancora in Giallo, Aru solo decimo

La maglia gialla del Tour de France 2016, Froome

La maglia gialla del Tour de France 2016, Froome

È per adesso il Tour de France più brutto degli ultimi 10 anni. Dopo i Pirenei passati senza colpo ferire, anche il Mont Ventoux è stato un enorme flop. Vuoi per il vento che ha costretto gli organizzatori a spostare il traguardo a 6 km dalla vetta, vuoi per la confusione che si è creata dopo la caduta di Porte, Froome e Mollema, presi a sandwich fra due moto.

Di certo non c’era da aspettarsi di vivere due settimane intense a guardare il percorso alla vigilia della partenza, ma nessuno poteva immaginare che sarebbe stato un Tour de France davvero così privo di interesse. La Sky di Chris Froome ha dominato la corsa in lungo e in largo, controllando i diretti avversari e quasi giocando con loro e con le loro speranze di ribaltare un Tour già scritto.

Gli unici ad aver provato a spezzare le loro catene sono stati gli Astana nella tappa di Culoz, ma il terreno non era favorevole per un’azione del genere. In più, nessuno degli altri uomini di classifica ha supportato questo attacco, che di fatto si è infranto ancora una volta contro lo strapotere degli uomini del Team Sky. Ma se non altro abbiamo avuto dei segnali di risveglio da parte di Fabio Aru, ancora troppo attardato in classifica generale ma che ancora può sperare di finire sul podio finale.
Ai piedi delle Alpi, la maglia gialla resta salda sulle spalle di Froome. Al secondo posto un sorprendente Bauke Mollema sogna il podio di Parigi, il primo della sua carriera. Magari approfittando CAFFE LETTERAIO MAMELI27della totale quiescenza dell’avversario numero uno di Chris Froome, quel Nairo Quintana che tutti attendevamo e che per ora sembra solo la copia sbiadita dello scalatore indomabile che abbiamo ammirato negli ultimi due anni in Italia e al Tour. Sicuramente il colombiano della Movistar sta attendendo le salite più dure, ma ad oggi, con solo tre tappe in linea a disposizione, la sua speranza di vincere la Grande Boucle sembra ormai un miraggio.

Fortunatamente le volate sono state fin qui molto appassionanti, con un Mark Cavendish ritrovato che è riuscito a portarsi a casa la bellezza di quattro vittorie allo sprint. Ma in maglia Verde rimane il campione del Mondo Peter Sagan, che sta disputando probabilmente il miglior Tour de France della sua carriera. Tre vittorie, la classifica a punti ormai in cassaforte e anche qualche giorno in maglia Gialla, fanno di questo Tour la conferma che nella carriera del fuoriclasse slovacco qualcosa è cambiato dopo il Mondiale vinto a Richmond. Non è più il corridore forte ma inespresso che era prima, non aspetta più che gli altri si muovano, ma attacca ogni volta che può, anticipa le mosse degli avversari e vince come non aveva mai fatto prima.

L’appuntamento per i velocisti è per il 24 Luglio a Parigi, sugli Champs-Élysées. Per gli uomini di classifica invece si prospettano quattro giorni di fuoco, sperando che anche quest’anno le Alpi riescano a risollevare le sorti di un Tour de France che sembra essere morto troppo presto.

Classifica generale:

  1. Chris Froome (Sky)
  2. Bauke Mollema (Trek), 1’47”
  3. Adam Yates (Orica), 2’45”
  4. Nairo Quintana (Movistar), 2’59”
  5. Alejandro Valverde (Movistar), 3’17”
  6. Romain Bardet (Ag2r), 4’04”
  7. Richie Porte (Bmc), 4’27”
  8. Tejay Van Garderen (Bmc), 4’47”
  9. Daniel Martin (Etixx), 5’03”

Umberto Preite Martinez