DOPO CINQUE TAPPE E’ GIA’ TEMPO DI FARE UN BILANCIO DI QUESTO AVVIO DI TOUR DE FRANCE
NIBALI E CONTADOR IN DIFFICOLTA’, FRA I VELOCISTI PER ORA E’ CAVENDISH IL MIGLIORE

La nuova maglia gialla, Van Avermaet

La nuova maglia gialla, Van Avermaet

Il Tour de France non ha ancora un padrone, né nelle volate né in salita. Questo è quanto ci hanno raccontato queste prime cinque tappe della Grande Boucle, la corsa a tappe più importante al Mondo. Il belga Greg Van Avermaet è ora in maglia Gialla dopo la fuga con cui ha vinto la quinta tappa, ma non è un uomo da corse a tappe e già sui Pirenei (venerdì, sabato e domenica i tre tapponi pirenaici) potrebbe facilmente perdere la testa della classifica generale.
Non è stata la solita prima settimana di Tour, ma già potevamo immaginarcelo alla vigilia guardando il percorso. Solo tre tappe per velocisti, con due tappe mosse che hanno scombussolato un po’ la classifica e la corsa.

Partiamo proprio da qui: le poche salite viste fin qui hanno già decretato i primi verdetti. Nibali, che oggi ha perso le ruote del gruppo tirato dai Movistar del superfavorito Nairo Quintana, è già fuori dai giochi per la classifica generale e da qui in avanti potrà solamente concentrarsi sulla preparazione per i Giochi Olimpici di Rio ad Agosto. Se la gamba migliorerà in corso d’opera non è da escludere che il siciliano dell’Astana si metterà a disposizione di Fabio Aru, il capitano della squadra kazaka, che oggi è rimasto troppo solo, abbandonato da tutti i suoi compagni. Un altro grande nome che esce con le ossa rotte (letteralmente, dopo la caduta del primo giorno) è lo spagnolo Alberto Contador. In entrambe le tappe mosse, il capitano della Tinkoff è stato lasciato da solo dalla sua squadra e ha già perso molto tempo prezioso. Se non si riprenderà in tempo per i Pirenei, il suo Tour de France rischia di trasformarsi in un lungo e inesorabile calvario fino a Parigi.

Gli altri favoriti della vigilia, Chris Froome (Team Sky), Nairo Quintana (Movistar), Fabio Aru (Astana), oltre ai due francesi Romain Bardet (Ag2r) e Thibaut Pinot (FDJ), si sono ben nascosti. Non hanno corso rischi inutili nelle tappe più nervose e hanno mostrato una buona gamba nelle seppur brevi salite fin qui affrontate dal gruppo.

L’argomento volate è ben più spinoso. Mark Cavendish, il britannico del Team Dimension Data, ha vinto le prime due tappe per sprinter di questo Tour de France. Ha vinto dominando i suoi CAFFE LETTERAIO MAMELI27avversari e mostrando la condizione dei giorni migliori. Peter Sagan è tornato alla vittoria dopo tre anni di astinenza sulle strade di Francia e si è ripreso la maglia Verde (la maglia della classifica a punti). Anche se la sua vittoria non può considerarsi una vittoria in volata, perché il gruppo era già esploso sulle brevi salite che precedevano il traguardo e tutti gli altri velocisti puri avevano perso contatto. La terza volata quindi, nella quarta tappa, è stata vinta dal tedesco Marcel Kittel al fotofinish. Una volata di testa, gambe e cuore. Ogni pedalata trasudava la voglia di spaccare il mondo, di riprendersi tutto ciò che gli spetta. Di riprendersi il titolo di miglior velocista del mondo.

Ci saranno ancora altre tappe per velocisti, in cui questi tre campioni si sfideranno a viso aperto. Solo la strada ci dirà chi è il più forte. Intanto però, godiamoci un fine settimana all’insegna dei Pirenei, scalando le montagne che hanno fatto la storia del Tour de France e del ciclismo.

Le tre tappe di Venerdì, Sabato e Domenica ci diranno molto di più su questo Tour de France che ha già regalato tante emozioni, ma è solo all’inizio di un lungo e avventuroso viaggio che ci porterà, il 24 Luglio, fino a Parigi, dopo aver affrontato i Pirenei, il Massiccio Centrale e le Alpi.

 

Umberto Preite Martinez