PASSATI I PIRENEI SENZA LA PARTECIPAZIONE DI CONTADOR (INFORTUNATO) 
CHRIS FOOME NUOVA MAGLIA GIALLA A +00’16” DA YATES

Froome esulta dopo la vittoria della tappa 'Regina'

Froome esulta dopo la vittoria della tappa ‘Regina’

I Pirenei sono passati sotto le ruote dei corridori senza lasciare tracce. Li vedevamo da lontano, imponenti, pensando che sarebbe stato qualcosa di molto simile alla fine del Mondo. Invece eccoci qui, tre giorni dopo, con tre tappe passate senza colpo ferire. Sì, certo, Contador si è ritirato per i postumi delle cadute nei primi giorni di gara, il nostro Fabio Aru ha perso quasi un minuto dai suoi rivali per il podio e Chris Froome, il favorito numero uno, ha conquistato la maglia Gialla con un’azione “à la Nibalì” (per dirla alla francese) nella seconda delle tre tappe pirenaiche. Eppure potrei fermarmi qui con la cronaca. Potrei semplicemente elencarvi l’ordine d’arrivo di queste tre tappe e fare copia e incolla della classifica generale direttamente dal sito ufficiale del Tour de France. Questo per due evidenti ragioni.

Chiunque abbia disegnato questo Tour de France ha molto da imparare su come si disegna una tappa di montagna. E probabilmente non ha mai guardato le ultime due edizioni del Giro d’Italia. Far fuori completamente le salite storiche, o peggio relegarle a inizio tappa rendendole completamente inutili, è un sacrilegio alla tradizione del ciclismo (e del Tour, che di questa tradizione è il diadema più brillante). Definire “la tappa regina” una corsa di 184 km con salite che non superano il 7% di media è una presa in giro. A noi, alla storia, ai corridori.

Già, i corridori. Un luogo comune degli appassionati di ciclismo dice che “la corsa la fanno i corridori”. Una frase che lascia un po’ il tempo che trova, perché se è vero che solo i ciclisti possono decidere quando dove e come sferrare un attacco o dare il via a un’azione più o meno spettacolare, è ancor più vero che bisogna metterli in condizione di poterlo fare, o almeno di poterci provare. È difficile fare la differenza su una salita di 10 km al 7% di media, quasi impossibile.

In ogni caso non me la sento di assolvere completamente i ciclisti in gara per la mancanza di spettacolo in queste tre tappe. In particolare è Nairo Quintana, il capitano della Movistar, grande CAFFE LETTERAIO MAMELI27avversario di Chris Froome, l’indiziato numero uno. Il giovane scalatore colombiano ha passato i Pirenei incollato alla ruota posteriore di Froome, senza mai mettere il naso fuori dal gruppo, se non molto timidamente. Ha aspettato le mosse del britannico e poi l’ha seguito come un’ombra. Se l’è perso solo una volta, nel finale dell’ottava tappa, quando Froome è scappato in discesa ed è andato a prendersi la maglia Gialla. Eppure la corazzata Sky può essere attaccata. L’abbiamo visto in questi giorni, che quando il gioco si fa duro anche i super-gregari di Froome si sciolgono. E allora si potrebbe osare qualcosa di più, attaccare la maglia Gialla con più determinazione piuttosto che attendere le Alpi nell’ultima settimana. Perché nel mezzo c’è la cronometro (e lì Froome può guadagnare parecchio terreno su tutti gli avversari), perché fra due settimane nessuno può prevedere quali saranno i valori in campo.

Una parentesi sui corridori nostrani. Bravo Nibali a mettersi al servizio di Fabio Aru nella tappa di Andorra. Insieme sono riusciti a limitare i danni in una tappa pericolosa per il sardo. Questo Tour de France si deciderà ancora una volta sulle Alpi, e non dubito che la condizione di Aru possa migliorare molto da qui alle ultime decisive tappe, tanto che potremmo anche vederlo sul podio di Parigi, il 24 luglio, anche se la concorrenza è agguerrita.

L’appuntamento, per tutti, è per giovedì 14, quando si scalerà il Mont Ventoux. Una salita mitica, che speriamo possa regalare a questo Tour de France un po’ di quella magia di cui ha disperatamente bisogno.

 

CLASSIFICA GENERALE:

  1. Chris Froome (Team Sky), 44h36’03”
  2. Adam Yates (Orica-BikeExchange) +00’16”
  3. Daniel Martin (Etixx-Quick Step) +00’19”
  4. Nairo Quintana (Movistar Team) +00’23”
  5. Joaquin Rodriguez (Team Katusha) +00’37”
  6. Romain Bardet (AG2R La Mondiale) +00’44”
  7. Bauke Mollema (Trek-Segafredo) +00’44”
  8. Sergio Henao (Team Sky) +00’44”
  9. Louis Meintjes (Lampre Merida) +00’55”
  10. Alejandro Valverde (Movistar Team) +01’01”

    13 .Fabio Aru (Astana Pro Team) +01’23”
    25. Damiano Caruso (BMC Racing Team) +12’13”
    30. Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale) +20’50”
    37. Vincenzo Nibali (Astana Pro Team) +34’14”

 

Umberto Preite Martinez