A Verona contro il Chievo di Maran la Roma ha collezionato il quarto pareggio consecutivo (ultima vittoria l’8 febbraio a Cagliari), l’undicesimo della stagione, l’ottavo nelle ultime nove gare disputate. Un nuovo record per Rudi Garcia, che l’anno scorso si era invece guadagnato onori e allori per il filotto di 10 successi consecutivi.

Ma la storia è cambiata. Le prestazioni di Totti & Co. sono peggiorate settimana dopo settimana, fino a diventare un’orrenda copia di quelle dei tempi di Luis Enrique: possesso palla lento, stucchevole e inutile. Tra l’altro non si tira nemmeno più in porta. Contro la Juve la prima conclusione arrivò al 72′ con Manolas, ieri al cospetto di un Chievo ben più umile si sono “apprezzati” sono 5 lampi: Iturbe, Paredes, Gervinho, Ljajic (su punizione) e Verde. Tra l’altro solo una (quella del centrocampista argentino) nello specchio della porta.

L’ivoriano campione d’Africa, poi, non è più quello apprezzato anche ad inizio stagione: non salta l’uomo, non serve palloni utili, non azzecca uno stop. Ma Garcia non se ne priva mai, inspiegabilmente. Si è privato di Pjanic, facendo bene, perché il bosniaco entrato nel secondo tempo del Bentegodi più che illuminare ha spento la luce definitivamente. Favorendo qualche ripartenza, per di più. Astori e Cole fanno venire i brividi, Iturbe si dimena senza risultati, Totti accusa i minuti nelle gambe, come anche Keita autore forse della prima brutta partita della sua avventura giallorossa.

E’ solo una questione di testa? La Roma gioca male perché sono state troppo dure da digerire le delusioni contro Bayern (1-7), Juve (3-2 all’andata, polemiche incluse), Napoli (2-0 al San Paolo) e City (0-2 ed eliminazione dalla Champions)? Questa squadra si è ed è stata sopravvalutata dopo le iniziali vittorie, vedi il 5-1 al Cska Mosca? Difficile dirlo. E la risposta potrebbe essere “NO” a tutte le domande.

Forse la realtà è ben più cruda e semplice: senza Castan, Maicon e Strootman questa squadra non vale come la Juve. E quando ti viene a mancare anche il centravanti (Destro in crisi regalato al Milan, Doumbia preso senza testarne le condizioni fisiche) la frittata è completa. Non giochi e non segni. E’ un miracolo – o forse è normale, visto il livello della Serie A – che non si perda.

Oggi Garcia dovrebbe parlare alla squadra: “Non mi ascoltano, non li riconosco” ha detto ieri a Sky. La resa dei conti è vicina. Il francese pretende una reazione giovedì a Firenze nell’andata degli Ottavi di Europa League.