Domani inizierà in Parlamento una nuova fase per il PD o resterà tutto com’è? Questa la domanda che i più appassionati sostenitori del Partito di Renzi si stanno facendo alla Vigilia dell’assemblea del gruppo alla camera, che ha come Ordine del Giorno la scelta del nuovo capogruppo dopo le dimissioni dell’Onorevole Roberto Speranza.

I più scettici sono propensi a pensare che poco cambierà. Hanno l’impressione che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi rimpiazzerà Speranza dando spallate alla minoranza Pd. C’è la convinzione che il Segretario Nazionale proporrà e metterà un suo fedelissimo a ricoprire quell’incarico.
Poi ci sono i più positivi che vedono nell’assemblea di domani la possibilità di ricucire  le varie anime del partito. La loro convinzione è, all’indomani del voto all’ Italicum, quella che si perseguirà l’intento nobile di raggiungere il bene comune. Infatti non bisogna sottovalutare che una parte consistente della minoranza PD ha votato a favore della legge elettorale mostrandosi responsabile difronte agli italiani, ma soprattutto difronte al Governo. Il loro intento è quello di voler cambiare una volta per tutte il Paese, senza piegarsi ai diktat del Segretario-Premier fiorentino.

Ripartire  dalla scelta di un capogruppo condiviso, magari esponente della minoranza, per poter continuare a lavorare per l’Italia e per la maggioranza dei cittadini. Ripartire è la parola d’ordine, senza sottovalutare i malumori all’interno del partito. Tendere la mano verso coloro che ‘stanno alla finestra’ e che stanno cercando di capire se c’è un’alternativa a sinistra del PD dopo l’uscita di Civati. Ripartire per evitare una scissione che colpirebbe il vincitore delle ultime votazioni comunali nelle regioni del nord Italia, da sempre governate dal centro destra di Berlusconi e Lega Nord.
L’assemblea di domani è un appuntamento importante da non sottovalutare. Non si sceglierà solamente il nuovo capogruppo ma si discuterà del futuro del Paese, come ha ben illustrato ai microfoni di W La Repubblica (talk magazine di radioromafutura.it), l’Onorevole Marco Miccoli. “Rimangono da affrontare questioni come la Riforma delle pensioni, lo Ius Soli, la lotta alla povertà e altro ancora – dichiara Miccoli – temi che costituiscono una parte importante dell’agenda del Governo. Ora Renzi e la maggioranza devono saper cogliere questa occasione. Credo che nel PD una parte della sinistra sia pronta a dare un contributo costruttivo in autonomia fatte di proposte e sollecitazioni”. Parole condivisibili quelle del Deputato Miccoli. L’unità del PD è di fondamentale importanza per portare avanti quelle riforme che con il ventennio Berlusconiano non sono state affrontate. “Non si tratta più di essere Renziani o Anti, – sottolinea Miccoli – qui si tratta di voler dare una mano all’Italia in una fase fondamentale, quella della ripresa economica, e di farlo tutti assieme”.

Dialogo, quindi, come quello che il Governo sta portando avanti con i Sindacati sulla riforma della scuola, la famigerata ‘Buona Scuola’, dopo la riuscita dello sciopero del 5 maggio.
Domani per il Partito del Premier sarà una giornata importante che traccerà la via del futuro del Paese e perchè no del partito Democratico.