Attimi di pura follia nella notte tra mercoledì e giovedì al Pigneto. “Vera e propria Guerriglia urbana” ha tuonato qualche residente. Due pusher Africani fermati dal corpo dei carabinieri ha scatenato l’ira degli altri e ha portato all’arresto di 7 persone. Un’azione, questa, chiesta a gran voce dai residenti di un quartiere romano compreso nel limbo tra il centro e la periferia capitolina. Ultimo quartiere centrale ma primo periferico. Azioni di legalità che dovrebbero essere all’ordine del giorno per poter smantellare il traffico di stupefacenti nel quartiere.

In una notte di mezza estate, subito dopo l’inaugurazione dell’isola pedonale e degli interventi riguardo la legalità degli assessori capitolini Leonori e Caudo ma anche del Presidente municipale Palmieri, arriva la prima azione forte contro la micro criminalità ma che solo grazie alla pronta azione dei residenti e dei commercianti non è sfociata in un qualcosa di più grave, magari un carabiniere mandato gravemente in ospedale. I fatti, oramai conosciuti a tutti, vedono tre carabinieri fermare e arrestare 2 spacciatori intenti nel loro ‘lavoro’ sull’isola pedonale da poco inaugurata. Il fermo ha scatenato l’ira degli altri spacciatori, una quarantina si vocifera, che hanno accerchiato, con l’intento di liberare i loro compagni di spaccio, i tre carabinieri minacciandoli e picchiandoli. Importante è stato l’intervento di due commercianti che, coraggiosamente, sono accorsi in aiuto dei militari. Persone coraggiose ma allo stesso tempo esauste della situazione che vivono quotidianamente nel quartiere.

Spaccio, atti osceni, risse e ubriachezza molesta sono solamente alcune delle cause che stanno spingendo i cittadini ad organizzarsi per ottenere autonomamente la legalità nella zona. “Hanno tentano di stuprarmi. Ho paura di camminare sola nel quartiere!” ha esclamato a gran voce una donna durante l’iniziativa promossa dal comune per l’inaugurazione dell’isola pedonale, opera da sempre promossa ma che solo con questa giunta comunale e municipale è stata conclusa come ha ben rivendicato il Presidente Palmieri. Ma una bella opera urbanistica non basta per placare gli animi e per cancellare i veri problemi, prettamente sociali. Sono stati dei veri e propri fallimenti le iniziative promosse per cercare di integrare le persone scappate dell’Africa con l’intento, almeno spero, di una vita migliore ma non è stato così. Dalla padella alla brace si può pensare e così ci si ritrova, come ha scritto il comitato cittadino del Pigneto, con un’isola pedonale felice solo per alcuni ed in mano alla criminalità organizzata. È il caso di pensare se il Pigneto deve continuare ad essere un quartiere aperto o se è ora di chiudere le porte a chi ha solamente intenzione di delinquere. Se questa domanda la facessimo a qualsiasi cittadino del quartiere, di qualsiasi colore politico, la risposta risulterebbe la stessa: “Basta! Bisogna chiudere le porte!”. Antropologicamente e sociologicamente questo è un risultato negativo e sconvolgente che segna il fallimento di politiche sociali e culturali che non sono riuscite a creare una simbiosi tra le diverse culture. Politiche fallimentari che invece di cercare di risolvere il problema in passato hanno solamente evidenziato l’esistenza di questo fenomeno. Ora ci ritroviamo con cittadini esausti che esclamano “non sono razzista ma…” e che inconsciamente portano avanti azioni xenofobe e promulgano intolleranza. Come biasimarli! Come poter cercare di dirgli che l’odio porta odio. Non è facile né per chi cerca attraverso azioni legali di contrastare il fenomeno, né tanto meno per tutti coloro che gestiscono la macchina amministrativa.

Il fenomeno di delinquenza con gli anni è incrementato vertiginosamente nel quartiere. I residenti ricordano con una certa nostalgia quando il Pigneto era diviso in due, la parte ricca e quella proletaria. Due parti divise da un ponticello che metteva i residenti gli uni contro gli altri. Oggi non è più così. Oggi queste differenze sociali ed economiche sono state superate. Oggi c’è un nemico comune che è lo spacciatore nord africano. Il discorso è sempre quello ma cambiano i soggetti. Continua la guerra tra poveri con la differenza che, e questo molte volte lo dimentichiamo, gli spacciatori contemporanei sono sempre e comunque mossi da qualcuno ben insediato e con radici solide nel quartiere. A mio avviso, quindi, il fenomeno non si supera arrestando lo spacciatore presente in strada ma arrivando a chi dà la droga a queste persone che pur qualcosa devono fare per campare. Esatto campare! Il problema è sempre quello. In una società capitalistica un uomo deve cercare di ‘portare la Pagnotta a casa’ e se una comunità o uno stato come il nostro in passato ha fallito sull’integrazione, welfare e lavoro ci ritroviamo con altri poveri, oltre ai cosiddetti nativi, che sono costretti a delinquere per vivere. Così trovano spazio quelle organizzazioni criminali che sfruttano la prostituzione e lo spaccio di droga portando vertiginosamente, giorno dopo giorno, il nostro paese verso il baratro.

Una domanda, però, mi sorge spontanea: “e se al Pigneto invece degli africani a spacciare ci fossero ragazzi italiani, minorenni e non, figli della crisi economica, dell’abbandono scolastico e della disoccupazione, come ci comporteremmo? Questa è una domanda a cui invito a rispondere tutti coloro che leggono questo articolo. Forse l’atteggiamento sarebbe lo stesso e cioè di contrasto alla criminalità ma non ne sono così sicuro. Di spacciatori giovani ed italiani si trovano in ogni quartiere romano dalla periferia al centro ma non fanno tanto rumore. Saranno per caso delinquenti educati? Quindi cosa cambia tra quelli italiani e quelli africani? A mio avviso nulla. Delinquono allo stesso modo ma per via dei populismi e di quelle forze politiche e sociali che fanno dell’odio razziale la loro lotta principale ‘l’uomo nero risulta più pericoloso di quello bianco’. Sia chiaro, però, non è questione di razzismo.

La preoccupazione ora è che al Pigneto si possa rivivere una nuova Tor sapienza. Cittadini per bene manipolati da movimenti estremisti scendere in piazza con l’intento di risolvere il problema autonomamente. Tutti noi auspichiamo che ciò non avvenga ma si sta avvicinando vertiginosamente quel momento. Arriverà la goccia che farà traboccare il vaso e ci ritroveremo nuovamente a dover denunciare azioni violente e a raccontare di cittadini violenti senza pensare che tutto si sarebbe potuto evitare proprio con azioni più forti da parte delle istituzioni.

Il popolo del web, attraverso i social network, ha mostrato la sua solidarietà nei confronti dei tre carabinieri rimasti vittime della violenza e della delinquenza. Vicinanza espressa anche dal vice presidente del consiglio regionale, Massimiliano Valeriani, che in un comunicato ha evidenziato che “È fondamentale sostenere l’azione delle forze dell’ordine nella prevenzione e nel controllo del territorio per rispondere con fermezza e tempestività alle attività criminose, garantendo maggiore sicurezza e legalità”. Esatto! Sostenere l’azione delle forze dell’ordine per contrastare la criminalità nel migliore dei modi. Dichiarazioni che sembrano banali ma che dopo azioni e fatti come quelli vissuti al Pigneto hanno una valenza ed una potenza rivoluzionaria. Dopo questo ennesimo atto di follia anche il Consigliere Capitolino, Marco Palumbo, e la Consigliera Municipale, Maura Lostia, hanno espresso il loro sostegno e la loro solidarietà ai tre carabinieri vittime di questo gesto infame. La Giunta Municipale presieduta dal Presidente Palmieri, evidenziando come questa operazione rientrasse nel piano di sicurezza del Municipio V concertato con la Prefettura, ringrazia i tre militari e i cittadini che l’ hanno aiutati.

Anche questa volta tutto è finito nel migliore dei modi. Si auspica che il piano di sicurezza venga ancora protratto ma che si cominci a puntare più in alto e non solo agli spacciatori di strada per ridare il giusto decoro a questo quartiere storico. Fortunatamente questa volta l’unione tra cittadini e forze dell’ordine ha evitato il peggio, ma non si potrà continuare in questo modo perchè senza vere azioni di contrasto alla criminalità arriverà quella goccia che farà traboccare il vaso. Non bisogna dimenticare che il Pigneto non è SPACCIATO!

 

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