max valerianiIl Primo Maggio è il giorno che da oltre un secolo evoca in tutto il mondo le lotte operaie per la rivendicazione dei diritti dei lavoratori. Grazie all’impegno e la rabbia di intere generazioni, grandi sono state le conquiste che ci hanno consegnato un paese civile che tutela  la dignità umana e lavorativa ;  penso al limite delle otto ore di lavoro, all’equiparazione del lavoro femminile, al divieto di sfruttamento del lavoro minorile.

Tuttavia oggi, di fronte alle allarmanti cifre sul nostro tasso di disoccupazione, ed in particolare su quello giovanile che con il 42% ci pone ai vertici europei della triste classifica dopo Grecia e Spagna, la Festa del Primo Maggio non può essere solo suadente retorica sull’importanza del lavoro e sui diritti dei lavoratori.
Oggi il Primo Maggio deve essere un’occasione vera per riflettere, come cittadini, ma soprattutto come istituzioni, sulle azioni necessarie e improcrastinabili, per rilanciare l’economia.

Nel Lazio qualche segnale positivo lo stiamo cogliendo; i dati parlano di 1.200 occupati in più nel primo trimestre dell’anno, segno che la politica di sinergia tra rigore ed innovazione intrapresa  dalla nostra Regione va nel verso giusto.
Qualcosa è stato fatto. Molto ancora c’è da fare ma è una sfida che possiamo vincere.

Il mio augurio per questa giornata è che tutti insieme possiamo essere testimoni di questa vittoria perché, per dirla con le parole di un grande politico :

“La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature.” (F. D. Roosevelt)

Massimiliano Valeriani VicePresidente del Consiglio Regionale del Lazio