DALL’ UNIVERSITA’ DI INGEGNERIA DI TOR VERGATA ARRIVA UN SOFTWARE UTILE PER LA PRODUZIONE DEL VINO
ANDREA DI IONARDO: “CI SIAMO PREFISSATI DUE OBIETTIVI: AIUTARE L’AGRICOLTORE E CREARE UN PONTE TRA IL CONSUMATORE E IL PRODUTTORE”
LUCA PAOLI: “SIAMO DEI LAVORATORI MOSSI DALLA PASSIONE PER IL VINO”

 

Gli Ingegneri di LIBER. Da Sinistra  a Destra Luca Paoli, Andrea DI Ionardo, Luca Fanelli, Michele Coppola e Giulio Montenero

Gli Ingegneri di LIBER: Luca Paoli, Andrea DI Ionardo, Luca Fanelli, Michele Coppola e Giulio Montenero

Può una vigna essere intelligente? Questa è la domanda che i cinque giovani Ingegneri informatici si sono posti prima di elaborare il software Liber. Da quanto emerge dal loro lavoro sembrerebbe proprio di sì. Questa può dialogare con internet e trasmettere i dati sulla temperatura, sull’umidità, sul periodo giusto di raccolta dell’uva ma anche porre in allerta l’agricoltore in caso di pericoli come forti grandinate o malattie. Un’idea che potrebbe incrementare la qualità dei vini italiani ed aiutare i viticoltori a produrre uva eccelsa da cui ricavare una bevanda di alta qualità, tenendo conto che il mondo del vino in Italia è di primaria importanza dal punto di vista sociale, economico e culturale.

Questo è quello che si prefigge il software Liber, un sistema che permette la valorizzazione, il monitoraggio e la cura dei vigneti. Nato nell’ambito di una competizione del software svolta a Firenze con il tema ‘Internet delle cose’, il progetto pensato ed ideato da cinque giovani studenti di Ingegneria dell’università di Tor Vergata (Michele Coppola, Andrea Di Ionardo, Luca Fanelli, Giulio Montenero e Luca Paoli, di età compresa dai 25 ai 27 anni) ha dell’incredibile.  Vincitori di già numerosi premi come quello rivolto agli studenti delle università italiane nell’ambito della conferenza internazionale del software (ICSE 2015) è stato realizzato con l’aiuto dei tutor, Giovanni Cantone, Vincenzo Grassi e Fabio Armani.

Liber prevede al suo interno un sistema di sensori collegati ad un microprocessore Arduino Uno, e per il momento è ancora un prototipo ma che continua svilupparsi. Sfruttando internet riesce a raccogliere dati dai sensori installati nei vigneti, interpretandoli ed inviandoli al computer. Un sistema che permetterebbe all’agricoltore il monitoraggio delle sostanze inquinanti e nello stesso tempo tenere sotto controllo anche il tasso di umidità del suolo. Inoltre, essendo in continuo contatto con i sistemi meteo, Liber riesce anche ad allertare il viticoltore delle possibili grandinate e del possibile gelo.

Liber ha due scopi – racconta Andrea Di Ionardo intervenendo alla trasmissione Talk To Talk di radioromafutura.it -. Il primo è quello di sostenere e supportare il lavoro faticoso delMameli27color viticoltore, attraverso l’utilizzo di una rete di sensori che monitorano i parametri ambientali senza sostituirsi agli agricoltori. Il secondo obiettivo è quello che abbiamo chiamato ‘social’. Questo ci permetterà di migliorare il tracciamento del vino con il consumatore. Ciò significa che il consumatore, mentre sorseggia vino può, attraverso le nostre applicazioni vedere qual è il vigneto che l’ha prodotto. Quindi l’intento è quello di cercare di creare un ponte tra il consumatore ed il produttore”. Un progetto ambizioso quello promosso dai ragazzi di Liber che sta trovando largo consenso tra gli esperti del settore. “Spinti dalla passione che abbiamo per il vino e dal fatto di essere tutti originari dei castelli romani – continua l’Ingegner Di Ionardo -, abbiamo deciso di sviluppare questa idea cercando di unire varie tematiche come quella dell’agricoltura, del cibo e della tecnologia”.

Nel loro curriculum i cinque ingegneri possono già contare la partecipazione ad un contest dell’EXPO e al Seeds&Chips, tenutosi di recente sempre nel capoluogo lombardo. “Siamo tutti lavoratori, usciti dall’università, che si dedicano con passione a questo progetto – racconta Luca Paoli -. L’esperienza vissuta con Seeds&Chips è stata significativa. Ci siamo dovuti impegnare nel preparare poster ed altri materiali per non farci trovare impreparati a questo appuntamento. Abbiamo esposto i nostri punti di forza per attirare l’attenzione della gente. Abbiamo utilizzato hardware comprati con i nostri risparmi. Abbiamo successivamente sviluppato il software e tecnologie open source”.   

Un software che è sinonimo di buona ricerca e di buona università. Un’idea nata all’interno della facoltà di Ingegneria della seconda università romana. Un progetto spronato e sostenuto dai docenti universitari che hanno continuato a stimolare i neo Ingegneri a lavorare su un suo progressivo sviluppo. Un punto a favore della ricerca italiana che continua a vivere momenti bui sul territorio nazionale. Un mix di Ingegneria informatica e amore per la vigna che ha portato alla nascita di Liber. Un software che prende questo nome dal dio Bacco, divinità del vino, noto anche come Liber Pater, sottolineando come ogni particolare e ogni minimo dettaglio è stato curato senza sottovalutarne l’importanza.

Per il momento, però, il prototipo è stato testato solo in un ambiente simulato. Il prossimo passo prefissato dai cinque quello di sperimentarlo in un vigneto reale. L’obiettivo principale è sempre quello di migliorare la qualità e la quantità del raccolto. C’è da aspettarsi un grandissimo successo globale per questi giovani ingegneri che stanno cercando di portare a compimento quello che hanno fin da subito immaginato: produrre vino di alta qualità cercando di agevolare il lavoro del winemaker.

 

Davide Di Carlo